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6. michele rosi

volume IV | 11.12
Egli stesso ne avea coscienza, quando non senza amarezza scriveva nella Formazione dell'Italia Contemporanea: «Quindi pian piano si accredita una nuova concezione che noi, spesso fraintesi e per ragioni diverse e talora opposte, dell'Italia di ieri, che i germi del Risorgimento si trovano nella nostra storia e chiari appariscono nella vita italiana prima della Rivoluzione francese, la quale pertanto non può esser madre della nuova Italia».
Inteso a indagare e a considerare la vita italiana e l'opera del popolo italiano nel suo complesso, non perdeva di vista le singole figure dei protagonisti; quindi i Suoi studii su Cavour, su Garibaldi, su Vittorio Emanuele (1930-32).
Ma il particolare intento biografico era superato dall'interesse per la scena, maggiore nel Rosi di quello per gli attori.
Più che gli individui singoli esaltati dalla tradizione e dalla retorica Egli sentiva tutti gli Italiani. E questo minor calore, che gli fu rimproverato anche da critici benevoli, era logico in chi comprendeva il Risorgimento non come un fatto miracolistico ed esemplato su modelli stranieri, ma come formazione dell'Italia contemporanea per opera del popolo italiano.

ALBERTO M. GHISALBERTI.

A seguito della scomparsa del Prof. Rosi il presente volume dalla lettera R in avanti fu curato nella raccolta e nella stampa da VITTORIO GIGLIO.
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